Orienta Docenti · Il percorso · passo 2 di 3
Settembre – marzo
Sono nei primi mesi
È la parte lunga dell'anno, quella in cui si accumula il materiale che a giugno porterai al comitato. L'ordine in cui fai le cose conta più di quanto sembri.
Dove sei nel percorso
L'ordine giusto
Questi cinque passaggi sono in sequenza per un motivo: ognuno è il materiale di partenza del successivo. Farli in ordine sparso è l'errore che rende l'anno di prova un adempimento vuoto.
- Il bilancio iniziale delle competenze, entro il secondo mese di servizio, insieme al tutor. Dichiari da dove parti e su cosa vuoi migliorare. Cosa scrivere in ogni sezione.
- Il patto per lo sviluppo professionale, che concordi con il dirigente scolastico sentito il tutor. Nasce dal bilancio: gli obiettivi che hai scritto lì diventano gli impegni di questo documento.
- La scelta dei laboratori formativi, dodici ore. Devono essere coerenti con gli obiettivi del patto, non scelti a caso o per comodità di orario.
- Le dodici ore di peer to peer con il tutor: progettazione, osservazione reciproca in classe, restituzione. Come si organizzano e come si compila l'Allegato A.
- Il portfolio, alimentato mese per mese sulla piattaforma INDIRE. Venti ore di formazione online che in realtà sono il diario del tuo anno.
Il patto, in concreto
Nel patto si definiscono gli obiettivi di sviluppo delle competenze culturali, disciplinari, pedagogiche, didattico-metodologiche e relazionali, insieme alle attività formative con cui raggiungerli.
Tradotto: due o tre obiettivi scritti in modo che a giugno si possa dire se li hai raggiunti o no. "Migliorare le competenze inclusive" non è verificabile; "provare due tecniche di lavoro a coppie nella 2ª C entro dicembre e valutare se la partecipazione aumenta" lo è.
I laboratori senza sprecare dodici ore
Dodici ore, di norma quattro incontri da tre ore in piccoli gruppi con un tutor formatore. Le aree sono quelle trasversali del decreto: inclusione, didattica digitale, valutazione, gestione della classe, innovazione metodologica.
Scegli partendo dalle difficoltà che hai ammesso nel bilancio. Se hai scritto che non sai gestire il rumore nel lavoro di gruppo, il laboratorio sulla gestione della classe ti serve davvero; quello sul digitale, per bello che sia, no.
Documentare mentre accade
L'errore più costoso di tutto l'anno è rimandare il portfolio a maggio. A maggio non ricordi cosa hai fatto in novembre, e finisci per scrivere frasi generiche su un anno che invece è stato pieno di cose.
Dieci minuti al mese bastano. Dopo ogni laboratorio o osservazione, annota tre righe: cosa hai fatto, cosa hai capito, cosa hai cambiato in classe. A maggio quelle righe sono il materiale già pronto per il portfolio e per il colloquio.
Prima di passare al passo 3
- Il bilancio iniziale è consegnato e ne ho una copia mia.
- Il patto è firmato e so quali obiettivi contiene.
- I laboratori sono scelti e coerenti con quegli obiettivi.
- Le tre date del peer to peer sono fissate in calendario.
- Ho una copia delle schede di osservazione compilate.
- Il portfolio ha almeno un'annotazione per ogni mese passato.
Le tappe di questo passo